top of page
Search

Il punteggio Vicente



26 Domenica A 2026


Oggi voglio parlare di punteggio; di peccatori in colletto bianco e di semplici peccatori operai, di te e di me.

Prima – di punteggio. Io amo gli sport. Mi piace guardali alla televisione, soprattutto il calcio, ma seguo anche Blue Jays, Tiger Cats oppure le squadre canadesi in hockey. Mi piace giocare il pallone, pallavolo, tennis o ping-pong. Sapete che i tifosi amano parlare delle loro squadre o giocatori preferiti. Gli piace mostrarsi esperti nei loro sport prediletti. Amano commentare sulle mosse buone o sbagliate dei giocatori o allenatori. Tutto questo ci diverte tanto, ma alla fine non conta per niente. Quello che conta è il risultato finale, il punteggio. Se la squadra vince, non importa se i giocatori hanno giocato bene o male, conta il punteggio finale. Se qualcuno dice che Rodri, giocatore di Menchester City, il migliore centrocampista del mondo, ha sbagliato molti passaggi nel corso della partita, ma poi assegna la rete con un calcio di punizione vincendo la partita, lui può rispondere: “Ho vinto la partita.” E non ci piove su questo!

Il Signore ha detto ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo, “i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel Regno dei cieli.” Loro avevano commesso gravi errori nella loro vita. Erano grandi peccatori, ma hanno risposto alla chiamata del Signore. Invece voi, capi dei sacerdoti e anziani del popolo non avete risposto. I pubblicani e le prostitute hanno vinto la partita per la vita eterna. Loro hanno il punteggio vincente.

Adesso passiamo ai peccatori in colletto bianco e ai semplici peccatori operai.

I pubblicani furono i peccatori in colletto bianco e le prostitute – i semplici operai. I pubblicani furono i collaboratori dei Romani, dei pagani invasori d’Israele. Loro avevano un lavoro pulito, pagati bene dai Romani per l’estrazione delle tasse dai loro compaesani. Ancora peggio, loro fregavano la gente imponendo su di loro molto di più del previsto per mettere il superfluo nelle loro tasche. Tutto quello fu rafforzato dal potente esercito romano che li appoggiava.

Levi fu un pubblicano. Un peccatore in colletto bianco. Collaborò con i pagani contro il proprio popolo e contro il popolo di Dio. Però, quando Gesù lo chiamò, lasciò la tavola delle imposte, cambiò la vita e il nome. Divenne Matteo, il santo la cui festa celebriamo il 21 settembre. Alla fine della sua vita, questo vile peccatore e molti altri come lui che risposero alla chiamata del Signore ebbero il punteggio vincente. Vinsero con i cosiddetti giusti capi del popolo.

Le prostitute che seguirono Gesù avevano anche il punteggio vincente. Loro appartenevano alla categoria di semplici peccatori operai. Dovevano lavorare forte per sostenersi, inducendo purtroppo gli altri al peccato. Si vendevano per i soldi. Molte di loro però cambiarono la vita, quando il Signore le chiamò. Anche se furono peccatrici, finirono nel Regno di Dio. Vinsero il premio eterno.

Il primo figlio nel Vangelo odierno teneva il punteggio vincente. Non rispose immediatamente al comando del padre, ma finalmente andò alla vigna a lavorare. Suo fratello non lo fece, anche se rispose con le parole giuste. Il punteggio finale fu: il primo figlio – 1, il secondo figlio – 0.

Tutto questo è un’introduzione a qualcosa che tutti dobbiamo riconoscere: fin a quando facciamo il nostro meglio per rispondere alla chiamata di Gesù, alla volontà di Dio per noi, abbiamo il punteggio vincente. Troppi di noi non riescono a perdonare se stessi per gli errori del passato. Molti di noi potrebbero dire con sincerità: “Ho sbagliato tanto. Sono stato peccatore.” Comunque ora ci siamo qui. Proviamo con tutte le forze a seguire Gesù. Cerchiamo di prendere la forza da Cristo, dal suo Vangelo e integrarla nella nostra vita quotidiana. Forse siamo stati peccatori, ma ora cerchiamo di essere migliori. Tu e io dobbiamo smetterla di metterci giù per il passato. Dobbiamo ricordarci che il cambiamento effettuato con la grazia di Dio ci ha dato il punteggio vincente.

Nella prima lettura odierna, dal profeta Ezechiele, è posta la domanda: “Non è retto il modo di agire del Signore? Sbaglia quando condanna un uomo virtuoso che ritorna alla vita del peccato o quando premia un peccatore che diventa virtuoso?” La risposta è che quelli che finiscono la corsa, vincono. Quelli che smettono di correre prima della meta, perdono.

Sarebbe più facile per noi nella vita se corressimo direttamente dalla partenza alla meta. Ma siamo umani. Talvolta fuorviamo. Quello che conta, però, è che arriviamo alla meta, anche se il nostro Angelo Custode deve fare degli straordinari per convincerci di arrivarci.

Levi il pubblicano che divenne Matteo, oppure Maria Maddalena, già prostituta che fu ora cara a Dio. Doveva essere difficile per loro quando sentivano lo sguardo di condanna dei capi dei sacerdoti o degli anziani. Si sentivano a disagio? Erano d’accordo con gli anziani e i capi dei sacerdoti che gli negavano il diritto d’appartenenza al gruppo dei giusti? Oppure riconoscevano che Gesù li aveva strappati dalla vita precedente per diventare quello che erano ora – seguaci fedeli di Dio? Loro meritavano di stare con il Signore, perché avevano risposto alla sua chiamata. E certo, la gente li poteva guardare con disprezzo per il passato, perché erano peccatori. Ma non lo erano più; ora erano seguaci di Cristo. Il passato non contava più. Lo scherno dei sacerdoti e degli anziani non importava più. Tutto quello che contava era ora Gesù.

E’ così anche per me e per te. Non possiamo permettere al passato di distruggerci. Dobbiamo concentraci sul Signore in cui presenza ci muoviamo, viviamo e abbiamo esistenza. Dobbiamo smetterla di malmenarci per il passato. Dobbiamo ignorare i commenti schernitosi di quelli che vogliono rinfacciarci gli errori del passato. Dobbiamo essere preoccupati di una sola cosa: vivere nella presenza del Signore per sempre.

Se lo facciamo, avremo il punteggio vincente.


 
 
 

Comments


bottom of page